BIOGRAFIA

Dal Folk Studio a Sanremo: le origini
Roberto Kunstler, nato a Roma, inizia a comporre canzoni verso la fine degli anni '70 quando, ancora liceale, debutta sul palco dello storico Folk Studio, entrando in contatto con la scuola romana dei cantautori. Il percorso discografico ufficiale prende il via nel 1984 con la it/Rca di Vincenzo Micocci: il brano"Piccola regina del varietà" si aggiudica il Premio Rino Gaetano. L'anno successivo partecipa al Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte con "Saranno i giovani", brano che lancia il suo album d'esordio, "Gente comune". Seguono intense tournée sia in Italia che all'estero (tra cui "Sanremo a Mosca") e la pubblicazione degli album "Mamma, Pilato non mi vuole più" (1989) e "Eclettico Ecclesiastico" (1991), accompagnati da frequenti apparizioni radiotelevisive.

Il sodalizio con Cammariere e le grandi collaborazioni
Il 1992 segna l'incontro e l'inizio di una straordinaria collaborazione artistica con Sergio Cammariere. Insieme firmano capolavori assoluti: nel 1993 pubblicano l'album "I ricordi e le persone", che racchiude la prima versione di "Dalla pace del mare lontano". Nello stesso periodo Kunstler scrive per importanti interpreti della musica italiana, come Paola Turci ("Mentre piove") e Francesca Schiavo ("Amore e guerra", Sanremo 1995). Partecipa più volte al Premio Tenco, sia come cantautore sia come autore.
Tra le sue prestigiose collaborazioni c'è anche quella con Alex Britti, con il quale scrive per la colonna sonora del film Stressati ("Esci piano") e, successivamente, diversi testi per l'album .23.
Nel 2003 firma il brano "Tutto quello che un uomo" che, interpretato da Cammariere a Sanremo, conquista il terzo posto e il Premio della Critica (lo stesso brano verrà poi reinterpretato da Mina nel 2023). La firma di Kunstler è impressa su tutti gli album di Cammariere (da "Dalla pace del mare lontano" a "Carovane", fino al recente "La pioggia che non cade mai"), ma anche su successi di altre grandi voci, come "L'Azzurro Immenso" per Ornella Vanoni e "Tra due minuti è primavera" per Annalisa.

Tra Parigi, la poesia e l'arte visiva
Parallelamente all'attività di autore, Kunstler porta avanti la sua produzione solista. Nel 2005 esce l'album "Kunstler" (presentato a Musicultura). La sua musica valica i confini nazionali arrivando fino in Francia, dove si esibisce in storici teatri parigini come il Palace e la Cité Internationale des Arts.
L'eclettismo dell'artista si esprime anche nella letteratura e nelle arti visive. Pubblica le raccolte di poesie e canzoni "Primo Treno" (2012, con introduzione di Maurizio Cucchi) e "Cantiere" (2019). Nel 2013 esce l'album "Mentre", che vanta un duetto speciale con Asia Argento. Nel 2020 debutta invece come disegnatore con una mostra e il pamphlet "Vita d'Artista", scritto insieme a Jonathan Giustini.

Le radici e il presente: traduzioni e adattamenti
Dopo la pubblicazione dell'EP "Davanti alla fine del mondo" (Sony Music, 2021), Roberto Kunstler avvia un profondo progetto acustico chitarra e voce, dedicato alla traduzione e all'adattamento in italiano dei grandi della musica americana degli anni '60 e '70. Questo viaggio alle radici della sua ispirazione si concretizza con le uscite, per Warner Music, dei singoli "Tutto qui" (More to this di Marc Scibilia) e
"Il fantasma di Tom Joad" (The Ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen), che anticipano il nuovo attesissimo lavoro discografico. Attualmente continua a esibirsi dal vivo, proponendo le sue canzoni in una dimensione acustica e autentica, a stretto contatto con il pubblico.